bandiere udc
n.c.
Gli strascichi delle polemiche per il Consiglio comunale tenutosi lo scorso 12 settembre continuano ad emergere anche a distanza di una decina di giorni. Dice la sua in merito anche l'Udc di Terlizzi. Di seguito il comunicato.
In seguito all’ultima seduta del Consiglio Comunale avvenuta lo scorso 12 Settembre, il partito dell’UDC locale esprime il proprio rammarico verso un gruppo consigliare che si attacca, si interroga e si confronta su tematiche futili e minori, anziché approfondire e soffermarsi sui reali problemi della gente. Iniziare abitualmente sempre con un’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia per poi terminare oltre la mezzanotte per accaparrarsi un ulteriore gettone di presenza.Prima vergogna!
La scorsa seduta è terminata alle due di notte dopo quattro ore di discussione sulle domande di attualità, dopo un monologo del sindaco Gemmato che da solo rappresenta l’intera maggioranza dato che i consiglieri sono del tutto assenti o forse impreparati, e dopo interventi in merito a temi talmente ridicoli quali gli escrementi degli animali per le strade, gli orinatoi e la mancanza dei lucchetti e dei catenacci del parco comunale. Tutto questo a discapito di problematiche di interesse pubblico più urgenti, per di più inserite tra i punti all’ordine del giorno, che invece sono state rimandate alla prossima seduta del Consiglio Comunale. Seconda vergogna!
Da irresponsabili è infatti la decisione di rinviare il documento di programmazione economica e quindi non affrontare il problema della determinazione delle aliquote IMU, nonostante le ripetute ed insistenti sollecitazioni delle associazioni di categoria. Ad oggi molti sono i comuni in tutta Italia che hanno deciso la riduzione delle aliquote, ed a Terlizzi se non si procede in questo senso, ci potrebbe essere per le famiglie, un impatto di due/tre volte superiore rispetto alla vecchia ICI. Come scandalosa è anche la decisone di non ricorrere alla sentenza del Tar sulla illegittimità di una delibera fatta dalla giunta Amendolagine nel 2001, nonostante il parere discorde del dirigente del settore, che permetteva alla Casa Betania la possibilità di realizzare sul suolo comunale una cappella con sepolcro per i propri attivisti. Terza vergogna!
E così a notte inoltrata, dopo i continui attacchi poco ortodossi tra consiglieri di maggioranza ed opposizione, e dopo che è stato impedito che venisse pubblicata una foto in cui un consigliere di maggioranza durante la seduta guardava online dal cellulare foto di ragazze, c’è stato l’abbandono dell’aula da parte di numerosi consiglieri del Pd. Approfittando di ciò, il sindaco Gemmato decide di presentare un ulteriore punto fuori programma; ovvero quello di aver revocato la nomina di Giuseppe Scagliola dal CdA del Gal Fior d’Olivi come esponente comunale, e che nel frattempo, in attesa di individuare un sostituto, il medesimo avrebbe preso il suo ruolo. Provvedimento poi votato ad unanimità dei presenti, ovvero solo dai componenti di maggioranza. Un atto barbaro quello del sindaco che, senza nessuna valida motivazione, si è permesso di far approvare dal Consiglio Comunale un punto che lo vede già sconfitto in quanto, a causa delle sue azioni convulse e forse dannose, è stato oggetto di un ricorso al Tar, così quindi a pagarne le spese saranno le casse comunali e non il sindaco in prima persona. Piuttosto sarebbe stato più opportuno da parte sua verificare l’operato del Gal in questi anni e valutare se gli obiettivi prefissati inizialmente sono poi ad oggi stati raggiunti. Ma questo no… non può essere possibile; infatti anziché tutelare ed assecondarsi di persone valide e competenti in materia, se ne sbarazzano subito non appena ne hanno l’occasione. Quarta vergogna!
Pertanto, alla luce di quanto avvenuto, si invita la giunta Gemmato a mettere fine a questo scempio civico, perché la gente di Terlizzi non merita di essere rappresentata da comportamenti infantili e prepotenti, e perché di questo passo prima o poi si rischia di generare una vera e propria “rivoluzione di pensiero”, già in atto, sulla credibilità del ruolo della pubblica Amministrazione.