«Davanti ad una giunta che non nomina gli assessori alla cultura e alle politiche sociali e che lascia i poveri soli non si può star zitti».
Centro Sociale Il Fronte dei Ribelli
n.c.
«Vista la situazione politica nazionale nella quale la percentuale di disoccupazione giovanile è arrivata al 36,2 %, visti gli innumerevoli casi di morti sul lavoro e suicidi in atto su tutto il territorio nazionale, visto il forte incremento di micro e macro reati legati al patrimonio, dopo la debacle elettorale dell’intera sinistra cittadina e l’ascesa della destra con ex pezzi importanti del Pd, nasce a Terlizzi il C.S.A. “IL FRONTE DEI RIBELLI”».
L'annuncio è arrivato con un comunicato stampa nel quale si spiega quali saranno le attività del movimento.
«I ragazzi che al momento fanno parte del movimento non hanno ancora una sede reale -si legge nel comunicato-, ma dichiarano che la loro sede sarà “la strada”, inoltre intendono continuare un percorso che in tanti a Terlizzi hanno dimenticato, quello della lotta ai Baroni».
In particolare Emilio Rubini, giovane esponente del movimento dichiara di voler spingere a far emergere le innumerevoli povertà che nel territorio di Terlizzi stanno aumentando: dagli sfratti, all’incremento dei fenomeni di micro e macro criminalità come l’usura, alla questione migranti.
Alessandro De Rocco invece dichiara di voler creare un movimento di estrema sinistra che sia in rottura con un’intera classe dirigente.
I ragazzi del C.S.A. “IL FRONTE DEI RIBELLI” hanno le idee chiare: «Davanti ad una giunta che non nomina gli assessori alla cultura e alle politiche sociali e che lascia i poveri soli non si può star zitti.
A Terlizzi in particolare chiediamo le immediate dimissioni del consigliere comunale Aldo Sigrisi, che si era già autosospeso in campagna elettorale, perché indagato nel caso Tedesco con una richiesta di rinvio a giudizio per associazione a delinquere, perché non in grado di garantire trasparenza amministrativa.
Inoltre si informa la cittadinanza che in questi giorni presso il comune di Terlizzi è doveroso firmare la richiesta di referendum per la riduzione degli stipendi dei parlamentari, invitiamo in particolare l’On. Grassi e il Presidente Vendola a sottoscrivere per dare l’esempio ai cittadini».
E concludono: «Non può essere libero un popolo che opprime i giovani, riprendiamoci il futuro».